Kamishibai, il teatro di carta dove le storie hanno parole e immagini

Una storia è come una conchiglia: la appoggiate all'orecchio,
ed essa vi racconta l'oceano.

Marie-Hélène Delval

Il kamishibai è un antico metodo per raccontare storie e favole che arriva direttamente dal Giappone: una forma di teatro lettura che concilia parole, immagini ed animazioni.

Il termine deriva dall’unione delle parole “kami“(carta) e “shibai“ (teatro, drammatizzazione) e si può tradurre come “teatro di carta“. Consiste in un teatrino in legno di misure esigue (butai) all’interno del quale un narratore (kamishibaiya) fa scorrere delle immagini disegnate o tavole illustrate che illustrano una storia in sequenza. Le tavole prevedono da un lato l’illustrazione e dall’altro il pezzo di storia legato all’immagine: la persona di fronte al Kamishibai vede l’immagine ed il narratore da dietro può leggerne la storia.

Il Kamishibai è un metodo molto divertente per i bambini, per raccontare o ascoltare storie, e la forma a “teatrino” cattura totalmente l’attenzione dei piccoli stimolandoli a diventare loro stessi narratori o protagonisti nel fare domande ai personaggi della storia.

Ogni anno il giorno 7 Dicembre si promuove il “World Kamishibai Day”. 

Non è un caso che sia stata scelta questa data particolare in cui ricorre in realtà l’anniversario dell’attacco dei giapponesi alla marina degli Stati Uniti ad Honolulu del 1941. L’associazione Internazionale Kamishibai del Giappone lo ha volutamente scelto affinché questo giorno si trasformi in una ricorrenza di pace, festeggiando uno strumento che genera unione e fratellanza. Il kamishibai diventa così portatore di storie, colori, emozioni ma soprattutto pace in contrasto alle guerre, l’odio, i conflitti e alla paura.

Inoltre i racconti che venivano narrati attraverso il kamishibai erano spesso storie in cui il bene vinceva sul male, centrate sull’importanza di essere gentili e di comportarsi bene con il prossimo.

La storia del Kamishibai è legata alla lunga tradizione delle arti pittoriche giapponesi. 

Nel XII secolo, il genere che anticipa questo orientamento narrativo sequenziale sono gli “émakimono“, rotoli di carta su cui sono disegnate le scene, la cui narrazione può essere seguita srotolando le immagini.

Ma la forma attuale fu stimolata da contributi stranieri con l’introduzione da parte degli olandesi della lanterna magica che ebbe poi una grande risonanza nello spettacolo giapponese.

Le ombre cinesi sono poi seguite da pupazzi di carta e infine tavole disegnate per creare il Kamishibai.

Il Kamishibai trova la sua massima diffusione nel periodo che va tra le due guerre mondiali e si diffonde attraverso il “Kamishibai Man” che era un venditore di caramelle che attraversava il Giappone con la sua bicicletta. Attirava le folle presentando uno spettacolo: possiamo paragonarlo ad una prima forma di “televisione” del tempo. Molti di questi Kamishibai man erano narratori che commentavano i film muti dell’epoca, ma con l’avvento del cinema sonoro persero il lavoro ed iniziarono l’attività di narrazione di strada.

Possiamo dunque dire che la diffusione di questo strumento è stato facilitato dalla moda della bicicletta, dall’avvento del cinema sonoro e dalla crisi economica del ‘29.

Il kamishibai giapponese, è un unico dispositivo che offre almeno tre campi di narrazione:

  1. Tavole illustrate presentate in ordine sequenziale
  2. Un narratore visibile (o invisibile) che diventa attore attraverso le sue espressioni e gesti…
  3. Accessori sonori, uno strumento o una colonna sonora musicale…

Oggi in Giappone, possiamo trovare ancora il kamishibai nelle scuole dell’infanzia.

Come costruire il tuo Kamishibai diy

Se volete realizzare un Kamishibai di legno come tradizionalmente inteso avete bisogno di sapere che:

  • Gli storyboard – tavole illustrate per il Kamishibai tradizionale sono 37cm x 27.5cm.
  • Per ospitare queste tavole, le dimensioni della struttura chiamata Butai saranno 40,5 cm x 31 cm.
  • La finestra (area utile) del Butai di legno sono 35cm x 25cm.
  • Le tavole esterne per essere durature nel tempo devono essere realizzate di compensato con assemblaggi di colla invisibili senza solventi, rinforzati da perni.

Sul web sono presenti le istruzioni per costruire i teatri Kamishibai in legno come originariamente intesi. A questo link trovate le istruzioni anche se in lingua francesce:

http://www.lejardindekiran.com/fabriquer-un-butai-modele-pour-kamishibai-traditionnel/

Il costo di un kamishibai in legno come tradizionalmente inteso potrebbe in effetti non essere accessibile a tutti, tanto più se l’utilizzo deve essere fatto in casa con una non costante frequenza di utilizzo.

Quindi ecco tutto l’occorrente per creare un kamishibai fatto in casa e possibilmente con materiali di recupero. Ti servirà:

  • uno scatolone alto minimo 23 cm e largo minimo 35 cm (la profondità è indifferente)
  • forbici
  • taglierino
  • foglio A4
  • pennarelli
  • colla a caldo o vinilica
  • scotch carta
  • colori acrilici

Chiudi lo scatolone e crea un foro davanti (per poter vedere l’immagine) e uno dietro (per poter leggere la storia). A lato della scatola crea una semplice tasca in cui inserire i fogli con un pezzo di cartone della misura un po’ più grande dei fori creati davanti e dietro.

Vi consiglio questi video trovati su youtube che possono esservi utili nella costruzione del vostro Kamishibai:

https://www.youtube.com/watch?v=Tmkb2Um54uc

https://www.youtube.com/watch?v=weKYVWoc-PE

https://www.youtube.com/watch?v=_5Oo_DcRh

Buona costruzione del vostro Kamishibai diy e buona lettura, teatro, drammatizzazione, animazione dei libri che più preferite…

Ultimo consiglio, se siete persone fantasiose, potete inventare ed illustrare voi stessi delle storie ad hoc per il vostro kamishibai! Se invece siete a corto d’idee, potete trovare in vari siti di e-commerce le tavole illustrate con storia annessa già confezionate.

 Perchè utilizzare questo strumento con i tuoi bambini?

Il Kamishibai invita a raccontare e fare teatro, a scuola, in biblioteca, in ludoteca, a casa, per creare un forte coinvolgimento tra narratore e bambino.

Questo permetterà al vostro bambino di:

  • stimolare la fantasia e la creatività
  • seguire l’andamento narrativo porgendo domande pertinenti ai personaggi della storia e così facendo sviluppare l’empatia, l’arte di mettersi nei panni dei personaggi
  • mantenere tempi attentivi lunghi sulla storia
  • questo e molto altro…

Che aspettate!! Provate questa nuova forma di narrazione e coinvolgete i vostri bambini in questo meraviglioso e colorato mondo del kamishibai!

Vuoi saperne di più?

Scopri il mio studio e le mie attività, sarò lieta di rispondere alle tue domande e trovare il percorso più adatto a te.



Ultimi articoli

Umanesimo e Rinascimento: musica ed educazione

Una persona che riflette e tuttavia non consideri la musica come una meravigliosa creazione e dono di Dio, dev'essere proprio ...

Medioevo: la musica nell’educazione

Quante lacrime versate ascoltando gli accenti dei tuoi inni e cantici, che risuonavano dolcemente nella tua chiesa! Una commozione violenta: ...

La musica nell’educazione dell’Antica Roma

Una vita senza musica è come un corpo senz'anima. Marco Tullio Cicerone La storia di Roma è un affascinante intreccio ...