La voce: il primo gioco del bambino

Ciò che importa di meno, è quello che la madre realmente dice,
l'importante è la musicalità dei suoni che produce

Daniel Stern

La voce è il primo gioco del bambino: le prime vocalizzazioni compaiono verso i 2-3 mesi, le lallazioni musicali invece a 6-7 mesi.

I bambini accompagnati da esperienze musicali nella vita prenatale e neonatale producano delle “lallazioni musicali” che si manifestano più precocemente e con più varietà.

La musicalità aiuta il bambino ad apprendere le prime parole, è come uno strumento che facilita questo processo soprattutto in tenera età.

In maniera del tutto spontanea e naturale i genitori utilizzano un linguaggio che promuove le lallazioni musicali e conseguentemente l’apprendimento linguistico: il babytalk.
Il babytalk non è altro che un’enfatizzazione del linguaggio comunemente parlato che viene “musicalizzato” per facilitarne la comprensione.
Esso è caratterizzato da un tono vocale alto, tempo rallentato,ritmo regolare, melodie molto semplici, cadenze spontanee e da un’enfasi delle linee melodiche, le parole utilizzate sono molto brevi e continuamente ripetute cercando accentuarne le vocali, e viene spesso accompagnato da una mimica facciale e da una gestualità molto ricca.

Questo linguaggio è una vera e propria stimolazione sensoriale per il bambino a livello, uditivo, visivo, tattile, cinestetico e vestibolare.

Inoltre è una stimolazione per l’apprendimento dei primi contenuti della lingua parlata e incentiva la musicalità nel bambino aiutandolo a modulare e a giocare con i suoni della propria voce.

Le prime produzioni del bambino sono ripetizioni sillabiche “ma-ma”, “pa-pa”: saranno utili per l’acquisizione del linguaggio e quindi a darne un significato ed un senso riconosciuto e condiviso.

Nel bambino l’apprendimento linguistico e quello musicale sono analoghi, se non di aiuto l’uno all’altro.
Da qui l’importanza di investire nella stimolazione musicale e sensoriale, che permetterà al bambino di allenare determinate capacità utili al suo sviluppo:

  • sviluppo audiation (pensiero musicale)
  • sviluppo ritmo
  • sviluppo coordinazione oculo-motoria-musicale

Qual’è la musica migliore da far ascoltare al proprio bambino?
Vista l’importanza di stimolare il bambino a livello sonoro musicale, sorge spontanea la domanda di quale sia la musica migliore da cantare o far ascoltare al bambino
La risposta è che in realtà una musica “giusta” non c’è…

La musica migliore è quella che risulta essere significativa per il genitore: ciò che viene trasmesso al bambino sarà il senso di benessere e di piacere nell’ascolto del brano. Inoltre una canzone piacevole per il genitore lo condurrà spontaneamente alla relazione con il proprio bambino.

E’ comunque importante far ascoltare al bambino varie tipologie di musica e di suoni: quella della nostra cultura, come quella di culture assai diverse dalla nostra, stili artistici diversi tra loro; ciò permetterà di aprire la “mente musicale” del bambino.

E’ scientificamente provato che un’esperienza musicale offerta fin dai primi mesi di vita favorisca nel bambino l’acquisizione di importanti competenze sul piano:

  • cognitivo
  • relazionale
  • affettivo
  • sociale.

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