Life Skills e Soft Skills: cosa potenziare nei nostri bambini di oggi per gli uomini del domani

Tu sei la sola persona sulla terra che può usare la sua abilità.
È una responsabilità sorprendente

Zig Ziglar

Nella nostra quotidianità, se sentiamo la parola “skills” ci vengono subito in mente tutte quelle parole chiave che si concretizzano in qualità richieste nel curriculum vitae, fondamentali per trovare un lavoro.

Con il termine più onnicomprensivo Soft Skills si intendono tutte quelle competenze trasversali che influenzano la nostra performance lavorativa, alla pari, se non in modo addirittura superiore, delle competenze tecnico-teoriche dette Hard Skills.

Ma la definizione di Soft Skills, o competenze trasversali, è un insieme di capacità relazionali e comportamentali, indispensabili per rapportarsi agli altri in modo adeguato e per far fronte efficacemente alle richieste dell’ambiente.

Quando si parla di Soft Skills principalmente ci riferiamo alle capacità comunicative, collaborative e di gestione delle stress.

Le soft skills sono classificabili in categorie, così come proposte dalla Commissione Europea a seguito di una ricerca relativa al mercato professionale:

  • Soft skills di efficacia personale: resistenza allo stress, flessibilità, autostima, stress control, creatività e apprendimento continuo;

  • Soft Skills di servizio e relazionali: orientamento al cliente, comunicazione con l’esterno, cooperazione e capacità di mantenere rapporti con terzi;

  • Skills di influenza e impatto: tendenza alla persuasione, organizzazione consapevole, mantenimento della leadership e coaching;

  • Skills per la realizzazione: ordine e qualità, iniziativa, approccio costruttivo, orientamento al risultato, organizzazione e pianificazione delle attività, autonomia nel lavoro e problem solving;

  • Skills cognitive: capacità di astrazione e analisi.

Si tratta di caratteristiche che, molto spesso, pratichiamo nella vita di tutti i giorni ma non riusciamo a riconoscerle come possibili marce in più per sfondare nella vita professionale.

Tali capacità sono ormai indici e criteri essenziali tanto per il benessere, quanto per il successo dei lavoratori, ma sono variegate ed eterogenee.

In tutto questo cosa c’entrano i nostri bambini?

Perchè risulta efficace ed importante promuovere le soft skills in famiglia e nella scuola?

Studi dimostrano che programmi educativi strutturati per potenziare le soft skills hanno effetti positivi sulla stabilità emotiva e relazionale dei bambini.

Durante il convegno “Competenze personali. La sfida educativa delle soft skills” tra gli interventi particolarmente interessanti, nomi di spicco come la Professoressa Maria Cinque, docente di didattica e pedagogia speciale all’Università di Roma e quello di Don Michele Pellerey dell’Università Pontificia Salesiana hanno sottolineato l’importanza di cominciare l’educazione alle soft skill fin dalla scuola d’infanzia. Quest’ultimo ha affermato che “Per sviluppare le soft skill occorre iniziare dalla scuola dell’infanzia puntando sullo sviluppo della capacità di autoregolazione e sul ruolo delle funzioni esecutive, questo per poter consolidare il controllo dell’impulsività, la capacità a prestare attenzione alle emozioni, la flessibilità di pensiero e le capacità organizzativa”.

Acquisire un nuovo modo di pensare e di agire, sin dal periodo scolastico, aiuta i bambini a vivere meglio nella società, a comprendere il multiculturalismo e a rispettarlo, insegna a saper comunicare le emozioni in maniera chiara e ordinata ma, soprattutto, rispettare le scelte altrui senza sopraffarle.

Le soft skills contribuiscono alla maturazione personale di ogni soggetto, soprattutto nei più giovani, creano futuri uomini e donne consapevoli e in grado di dare quel valore in più alla propria vita.

Ecco perchè ogni educatore è chiamato ad offrire ad ogni bambino o ragazzo degli strumenti per affrontare la vita, un bagaglio culturale ed umano che conduca a scoprire e vivere la propria vocazione nel mondo e generi bene comune.

Diverse dalle Soft Skills anche se spesso vengono erroneamente considerate la medesima cosa, sono le Life Skills.

Quando parliamo di Life Skills ci riferiamo a dieci competenze ben precise e delineate, afferenti a 3 aree di vita: emotiva, cognitiva e relazionale.

AREA EMOTIVA

  • Consapevolezza di sé: Comprende la percezione dei nostri punti critici o di forza, del nostro valore e delle nostre ambizioni, che ci permette di avere una buona autostima ed autoefficacia

  • Gestione delle emozioni: Saper riconoscere le proprie emozioni e quelle di chi ci circonda, così da agire in maniera empatica, evitando conflitti e situazioni stressanti

  • Gestione dello stress: Conoscere i propri limiti e tenere in considerazione il proprio stato di benessere psicofisico, in modo da far fronte alle richieste che ci vengono poste

AREA COGNITIVA

  • Problem Solving: La capacità di risolvere i problemi, analizzandoli in maniera logica e strategica, trovando una soluzione pragmatica e funzionale

  • Decision Making: Saper prendere una decisione in maniera consapevole e strategica tenendo conto degli elementi contestuali e accettando le conseguenze a cui potrà portare

  • Pensiero Creativo: La capacità di produrre nuove idee partendo da un’analisi innovativa, divergente e flessibile in grado di identificare soluzioni originali

  • Pensiero Critico: Comprensione delle informazioni che provengono dall’esterno, mantenendo una prospettiva oggettiva che prevede la consapevolezza delle influenze interne (emozioni) ed esterne (opinioni)

AREA RELAZIONALE

  • Comunicazione Efficace: Capacità di comunicare efficacemente le informazioni, le intenzioni e le idee, non solo attraverso il linguaggio verbale, ma anche tramite altri medium comunicativi

  • Relazioni Interpersonali: Essere in grado di costruire e mantenere dei legami costruttivi con chi ci circonda, promuovendo l’inclusività e gestendo in maniera adeguata il conflitto

  • Empatia: Capacità di mettersi in contatto con le emozioni dell’altro, accettandone l’individualità, comprendendo il suo punto di vista e fornendo supporto attivo e continuo.

Come si può intuire, tutte queste “competenze di vita” sono fattore di successo, non solo nell’ambiente lavorativo, ma anche in tutti gli altri contesti quotidiani con cui veniamo a contatto nel corso della nostra esistenza.

Quali strumenti possiamo offrire ai nostri bambini per affrontare le piccole grandi sfide della vita quotidiana e vivere serenamente?

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha individuato per l’appunto le Life Skills come una serie di competenze di base che tutti noi dovremmo avere per vivere bene con noi stessi e con gli altri. Oltre a influenzare il modo in cui gli altri ci vedono, le life skills ci aiutano a costruire la rappresentazione di noi stessi, favorendo autostima, fiducia in sé e autoefficacia, cioè essere consapevoli di cosa sappiamo fare. Queste abilità possono essere insegnate anche ai più piccoli attraverso la pratica quotidiana: l’OMS raccomanda, infatti, di allenare queste capacità costantemente fin dalla tenera età.

Nello specifico l’OMS ci dice che:

  1. Le life skills rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti e i valori in reali capacità, cioè sapere cosa fare e come farlo. Quindi educare le life skills significa aiutare i bambini e giovani a passare dalla teoria alla pratica, cioè scegliere stili di vita sani sapendo come farlo e con la lucidità amorevole di scegliere.

  2. Le life skills contribuiscono alla nostra percezione di autoefficacia, autostima e fiducia in noi stessi.
    Sviluppare le proprie life skills, quindi, significa avere maggiore
    consapevolezza di sé: di quali siano le proprie capacità, cosa si sa fare (autoefficacia), sapere che si hanno dei talenti, delle risorse e delle potenzialità tanto quanto le altre persone e a volte più di altre, per questo si può contare su se stessi!

  3. Le life skills…giocano un ruolo importante nella promozione del benessere mentale. La promozione del benessere mentale incrementa la nostra motivazione a prenderci cura di noi stessi e degli altri, a prevenire il disagio mentale, dei problemi comportamentali e di salute.

  4. Le persone non possono raggiungere il loro pieno potenziale di salute se non sono capaci di controllare quei fattori che la determinano.
    Utilizzare le life skills significa avere gli strumenti personali, relazionali e cognitivi per stare bene con se stessi e con gli altri e sentirsi liberi di scegliere uno stile di vita sano.

  5. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, un individuo o un gruppo deve essere in grado di soddisfare i propri bisogni, di cambiare l’ambiente circostante o di farvi fronte.

  6. La salute è … una risorsa per la vita quotidiana, non è l’obiettivo del vivere. Le life skills ci permettono di fare scelte salutari, vivere in salute e questo ci permette di dare il nostro contributo al contesto nel quale viviamo, al nostro gruppo di riferimento, la nostra famiglia, noi stessi/e e… al mondo. Ma allo stesso tempo stiamo bene quando possiamo esprimere le nostre potenzialità, quando sentiamo di essere utili, di contribuire, di mettere il nostro talento al servizio degli altri, l’ambiente sociale e naturale.

Ma come possiamo aiutare i nostri bambini a fare esperienze e a potenziare queste Life e Soft Skills?

Vi propongo alcuni esempi per potenziare questi aspetti della vita dei vostri bambini:

  • Come posso potenziare il Problem Solving e Pensiero Creativo? Posso proporre al mio bambino dei semplici e piccoli problemi a sua misura da risolvere. Nell’esecuzione di un lavoretto per esempio farlo riflettere su scelte alternative di strumenti che non sono in quel momento presenti in casa o disponibili (se manca la colla come facciamo? Possiamo usare altro? Possiamo pensare allo scotch? Oppure possiamo pensare di fare in altro modo?)

  • Come posso potenziare la Flessibilità? Posso farlo allenando il mio bambino all’imprevisto, che può essere”positivo” o “negativo”. Esempio di un imprevisto positivo: “Giovannino, oggi la mamma è tornata prima da lavoro quindi possiamo andare a prendere un gelato!”; esempio di un imprevisto negativo: “Giovannino, so che oggi avevamo programmato di andare a prendere il gelato, ma piove e non ci possiamo andare”. Osserva e parla con Giovannino: cosa provi Giovannino? Come ti fa sentire questa notizia? Possiamo trovare delle soluzioni?

  • Come posso potenziare l’Orientamento al servizio? Lavorare nella collaborazione in casa può potenziare questa skills, quindi possiamo fare piccoli compiti domestici, aiutare mamma a preparare la tavola o pulire i vetri (ovviamente sempre in base all’età del vostro bambino), dimostrare con l’esempio che noi per primi siamo attenti al prossimo affinchè veda e faccia esperienza d servizio per gli altri, coinvolgerlo nel volontariato in parrocchia o nelle feste del paese.

  • Come posso potenziare la Gestione delle emozioni? Farei un passettino indietro, prima diamo un nome alle emozioni e riconosciamole per poi imparare a gestirle. Leggiamo libri sulle emozioni, facciamo giochi sulle emozioni (il barattolo delle emozioni, il termometro delle emozioni, la ruota delle emozioni, ecc..), parliamo ogni sera e raccontiamo le emozioni della giornata: partiamo noi adulti a raccontare, a fare esempi anche di risoluzione e gestione delle emozioni: “Sai Giovannino, oggi la mamma si è sentita triste quando la mia collega non mi ha salutata stamattina. Allora mi son fatta coraggio e l’ho salutata io, e mi sono accorta che era al telefono e non mi aveva vista entrare. La tristezza è volata via. E tu com’è andata la tua giornata?”

  • Come posso potenziare l’autoefficacia? L’autoefficacia è la percezione che il bambino ha di essere capace a fare qualcosa. Questo lo porta a sperimentare con motivazione le nuove situazioni perchè ha fiducia in sé stesso. Come possiamo fare noi adulti? Mettiamo il nostro bambino davanti a compiti a sua misura e non troppo difficili che lo mettano in grossa difficoltà, non facciamo paragoni ma valorizziamo l’unicità del nostro bambino, incoraggiamolo e facciamo il tifo per lui senza sostituirsi a lui.

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