Perchè è così importante la ninna nanna?

Verrà il giorno in cui la voce si trasformerà in linguaggio,
la parola in pensiero e il pensiero in conoscenza,
ma la voce della mamma udita all’inizio del tempo rimarrà dentro,
nel profondo, fino alla fine del tempo.

Volta A.

La ninna nanna è solitamente la prima canzone che la mamma canta al piccolo appena nato: questo canto esprime amore e genera sicurezza e rilassamento nel bambino aiutandolo nell’abbandonarsi al mondo dei sogni.

In tutti i paesi la ninna nanna fa parte del repertorio musicale della cultura popolare. La più famosa ninna nanna è sicuramente il lied Wiegenlied di Johannes Brahms, scritto dal compositore tedesco per una certa Berta Faber in occasione della nascita del suo secondo figlio.

Per la madre riprodurre canti con le caratteristiche tipiche della ninna nanna (ritmo binario che ricorda la ritmicità cardiaca) accompagnato da un movimento dondolante del fanciullo tenuto in braccio sembra sia una cosa del tutto naturale ed innata.
La ninna nanna è quindi il rituale più autentico e naturale, e anche il più dolce per accompagnare il sonno del bambino.

Già in gravidanza la madre per il bambino è suono: il canto è un mezzo di relazione con il suo bambino e la ninna nanna è il componimento musicale principe di questa relazione sonora.
Quando nasce, il bambino è fin da subito sensibile ai suoni e reagisce ad essi in diversi modi.
La voce della madre è uno dei primi nutrimenti che il bambino ha, prima ancora del latte.
Ognuno di noi ha inciso dentro di sé la voce della propria mamma: la sua voce ha il suono dell’origine, ha il suono dell’accoglienza e del calore.

E’ molto importante sia per il bambino che per la madre ritagliare dei piccoli momenti della giornata per imparare a parlarsi attraverso i suoni, e la ninna nanna è parte fondamentale ed immancabile di questi momenti:

  • per il bambino: per essere cullato in un mondo sonoro che lo stimola e lo fa sentire accolto attraverso il suo canale comunicativo predominante, per lo sviluppo di aree affettive e comunicative;
  • per la madre: per sviluppare la creatività, la fantasia, riprendere confidenza con il canale non verbale, per riscoprire la propria voce, la propria musicalità ed il proprio ritmo, facilita l’instaurarsi di una relazione armonica mamma-bambino, aiuta la prevenzione di problemi come la depressione post-partum ed ha ricadute positive all’interno del nucleo familiare.

Grazie al canto, con il giusto tono della voce, viene rilasciata ossitocina e lo stato d’animo del bambino tende a uniformarsi a quello del genitore che gli canta la ninna nanna.
La ninna nanna crea sintonia, nel benessere, tra madre e figlio.

John Bowlby, medico e psicanalista britannico (1969), ha effettuato molte ricerche sulla relazione emotiva e di reciprocità tra madre e bambino in quanto era convinto che ciò fosse il centro del benessere mentale del bambino stesso: ci ha parlato del legame di attaccamento e di come esso sia collegato allo sviluppo cognitivo e comportamentale del bambino.
Fra tutti gli strumenti che possono favorire l’instaurarsi del legame di attaccamento fra la madre ed il proprio bambino, il canto materno della ninna nanna, rappresenta un canale comunicativo semplice e diretto attraverso cui trasmettere e ricevere emozioni nella relazione con il proprio bambino anche nelle situazioni in cui il contatto fisico può essere limitato (es. nel caso di bambini nati prematuri).

Quando una madre canta la ninna nanna spesso ripete il nome del suo bambino e nella scelta della melodia, delle parole, del tono e del ritmo racchiude il desiderio di comunicargli qualcosa di intimo ed unico, diversamente da quanto accade con l’ascolto di musica registrata o di filastrocche proposte al neonato anche da altre persone. La ripetizione del nome del bambino aiuta nella creazione e nel rafforzarsi dell’identità del bambino stesso.

Utilizzare la voce, ritmica e melodica, nella relazione con il bambino durante i primi anni di vita, periodo di grande plasticità cerebrale, significa promuovere:

  • la competenza linguistica,
  • il comportamento motorio,
  • l’attenzione,
  • la memoria,
  • la regolazione emotiva.

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