CAA: Comunicazione Aumentativa Alternativa

La comunicazione parte non dalla bocca che parla
ma dall’orecchio che ascolta.

La CAA è l’insieme di conoscenze, strategie, strumenti, tecnologie e tecniche messe in atto negli ambiti clinici e domestici per facilitare e garantire la comunicazione alle persone che presentano una carenza o una assenza nella comunicazione verbale.

In Italia arriva negli anni ’90, ma nasce tra gli anni ’50 e ’70 nei paesi anglofoni per rispondere all’esigenza di integrare capacità espressive e comunicative.

La comunicazione è:

  • Aumentativa: le modalità di comunicazione usate non vanno sostituite ma accrescono la comunicazione verbale;
  • Alternativa: si ricorre a modalità di comunicazione diverse dal linguaggio verbale (simboli, oggetti, foto, pittogrammi…).

È uno strumento costruito sulla persona, un sistema flessibile che offre una modalità comunicativa alternativa a chi ha difficoltà o manca di strumenti di comunicazione verbale e orale a causa di patologie congenite o acquisite o presenta deficit cognitivi più o meno gravi.

La mancanza di possibilità di comunicare con gli altri ha ricadute negative nello sviluppo della relazione, del linguaggio, nello sviluppo cognitivo e sociale.
L’inizio precoce di interventi di comunicazione aumentativa può contribuire a prevenire un ulteriore impoverimento comunicativo, simbolico e cognitivo e la comparsa di comportamenti-problema, altrimenti molto diffusi proprio come strategia di richiesta di attenzione.

Proprio perchè aumentativa, non si propone di sostituire il linguaggio verbale, ma al contrario, prevede la compresenza dei due canali: simbolico-visivo ed orale-verbale.
Il simbolo dunque accompagna lo stimolo verbale, arricchendolo, supportandolo e potenziandolo.

In tal senso il suo obiettivo è quello di sviluppare le abilità comunicative che sono:

  • il desiderio di comunicare,
  • un oggetto da comunicare,
  • possibilità di comunicare,
  • possibilità di comunicare con partner abili e informati,
  • gli strumeni adatti a sostenere una comunicazione.

Uno dei più noti strumenti di CAA conosciuti è forse il sistema di scrittura in simboli, che si avvale di tecniche (modeling, shaping, rinforzi…) e mezzi (routine pianificate, quaderno delle tracce, agende visive, tabelle di comunicazione, ausili tecnologici, passaporto, etichettatura oggetti e ambienti,…) funzionali alla sua comprensione ed al suo utilizzo.

Ciò che muove la CAA, ed a mio avviso, la cosa più importante che può garantire questo strumento è il principio di autodeterminazione della persona: la CAA non ha necessità di alcun prerequisito per essere utilizzata, e si prefigge di poter sviluppare i vari livelli di comunicazione, quindi non solo l’espressione di bisogni primari, ma anche la possibilità di poter esternare una propria scelta, una preferenza, di dare voce a idee, pensieri e sogni e lasciare realmente una traccia di sé in questo mondo.

La CAA diviene dunque uno strumento inclusivo che dà la possibilità ad ogni individuo di non sentirsi escluso, di poter comunicare ed esternare il proprio mondo interiore e di interagire a livelli cognitivo-sociale-relazionale.

La CAA è un sistema multimodale che interviene nei vari contesti di vita. Essa:

  • integra,
  • accresce,
  • migliora,
  • supporta,
  • stimola,
  • fornisce.

Il ruolo della famiglia è fondamentale, ma non sufficiente: per essere davvero efficace, la CAA deve potere coinvolgere tutto l’ambiente circostante alla persona con bisogni comunicativi speciali, compresi gli ambienti meno familiari, quali la scuola, gli ambienti ricreativi, fino a toccare i luoghi pubblici e di incontro dell’intera società. Infatti, l’intervento di CAA ha un forte potenziale in un soggetto solo se l’intera rete collabora e partecipa a questo tipo di comunicazione.

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