I disturbi del comportamento in età evolutiva

Se vuoi capire una persona,
non ascoltare le sue parole,
osserva il suo comportamento.

Albert Einstein

Come si manifestano i disturbi del comportamento?

Un bambino con disturbi del comportamento alla scuola dell’infanzia spesso viene definito iperattivo: fatica a rispettare le regole, a stare fermo, infastidisce, cambia continuamente attività e pare refrattario a qualunque rimprovero. Alla scuola primaria può diventare oppositivo, provocatorio o aggressivo verso i pari.
Quando le infrazioni alle regole sociali diventano frequenti è importante indagare gli aspetti psicologici e relazionali del bambino per prevenire l’insorgenza di problematiche maggiori.

Tali difficoltà comportamentali talvolta riguardano episodi isolati o delicate fasi evolutive temporanee; tuttavia, in alcuni casi, possono rappresentare il preludio a disturbi psicopatologici successivi.

Si potrebbe trattare di un:
A. Disturbi da esternalizzazione (deficit di attenzione e comportamento dirompente):

  • ADHD (Disturbo da deficit di attenzione con iperattività)
  • DOP (Disturbo oppositivo-provocatorio)
  • DC (Disturbo della condotta ad esordio: in fanciullezza; in adolescenza)

B. Disturbi da internalizzazione

  • Disturbi d’ansia e dell’umore

Le caratteristiche comuni nei disturbi del comportamento in età evolutiva sono:

  • Aggressività,
  • Impulsività,
  • Mancato rispetto delle regole.

I fattori importanti per lo sviluppo della psiche ed una sana strutturazione della personalità nell’interazione dell’individuo con l’ambiente sono:

  • Condizioni favorevoli sul piano relazionale ed affettivo,
  • Situazioni di tranquillità emotivo-affettiva nei primi momenti del suo sviluppo,
  • Attaccamento sicuro (Bowlby).

Sempre più spesso bambini che in età prescolare o scolare hanno presentato sintomi riferibili ad un ADHD o ad un Disturbo Oppositivo Provocatorio e che manifestino anche un’associazione con disturbi della sfera emotivo-relazionale (prevalentemente di tipo ansioso-depressivo) e/o difficoltà di apprendimento, tendono in fasi successive del loro sviluppo, a manifestare i sintomi tipici del Disturbo di Condotta, che nell’adulto possono poi sfociare in patologie psico-sociali di ulteriore gravità.

Come intervenire?
Le origini dei disturbi del comportamento possono essere di diversa natura. Per elaborare strategie di intervento efficaci, è necessaria un’attenta osservazione di questi comportamenti, così da comprenderne a fondo le cause e individuare le risorse più adatte da mettere in campo.

Si comprende quindi l’estrema importanza di un intervento integrato di tipo socio-sanitario e pedagogico in età evolutiva precoce, che sia in grado di riconoscere e prendere in carico le situazioni a rischio psicopatologico evitando che evolvano, nel tempo, in modo irreversibile.

La valutazione delle difficoltà comportamentali del bambino si articola in una serie di colloqui, nella compilazione di questionari e nella somministrazione di prove specifiche fatti da professionisti e specialisti del settore.

L’intervento prevede il coinvolgimento del bambino e soprattutto degli adulti di riferimento (genitori e insegnanti) al fine di costruire alleanze e contratti comportamentali. L’intervento migliore risulta essere quello multidisciplinare in cui i diversi professionisti puntino a favorire un adattamento resiliente del bambino con disturbi comportamentali nei suoi diversi contesti di vita (familiare, scolastico, sociale, etc.), a partire dalle sue potenzialità.

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